Back to Milan

Dopo 4 giorni in aeroporto, 13 ore di volo e 2 treni: siamo tornati a Milano.

Solitamente non è così complicato tornare dal Giappone, ma per rendere veramente indimenticabile questo viaggio non potevamo tornare normalmente. 😛

Saliti sull’aereo in cinque minuti siamo partiti alla volta di Roma. Più veloce della luce! Una volta a bordo il comandante ha espresso la sua solidarietà a tutte le persone incasinate a causa del vulcano, ha spiegato bene qual era la rotta e ha invitato a goderci il volo che sarebbe stato tranquillissimo e sicurissimo dopo questi giorni di stress aeroportuale. Per coronare il tutto ha poi appeso ai bagni un disegnino con la rotta dell’aereo, colorato con i pastelli! 🙂

Arrivare a Roma è stato un po’ un trauma, con le pallette di polvere che vagavano per il ritiro bagagli e le resse invece delle file tranquille, le persone che urlavano al cellulare, il treno sporco verso Roma Termini… vabbè. Vi risparmiamo il racconto del ritorno con il “Freccia Rossa”.

E stasera: una buona pizza!!! 😀

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

Ventesimo giorno: Torniamo in Italia!

Non abbiamo ben capito com’è successo, ma stiamo partendo per un volo JAL per Roma!

Praticamente stanotte Valez ha avuto l’ispirazione e ha sentito che dovevamo andare all’aeroporto di nuovo che saremmo partiti, e in effetti così è stato!

Tra l’altro abbiamo solo dieci minuti per fare l’imbarco e sto pure trovando il tempo per fare un post sul blog. Per chi ci leggesse arriviamo a Roma Fiumicino alle 18 e qualcosa con il volo JL 409. Non sappiamo ancora come arriveremo a Milano. 😛

Mi hanno pure fermato il caffè di Evangelion con Asuka che avevo preso ad Akihabara: stupido io che non l’ho tolto dal bagaglio a mano!

Ciao a tutti, andiamo sull’aereo.

Besos :*

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

Diciannovesimo giorno: Odio e imprecazione – from Narita to Tokyo, again.

Che dire? Cerchiamo di andare avanti a postare con il blog e mantenere un minimo di normalità e svago, altrimenti lo stress per la situazione del vulcano e dell’aeroporto ci tira un po’ scemi.

Siamo scappati da Narita, un po’ perché non era più economica di Tokyo e un po’ perché stare vicino all’aeroporto non ci dava più nessun vantaggio tangibile. Dico così in quanto al terzo giorno le signorine non possono che ripeterci quello che ci hanno detto gli altri giorni, e oramai sembra che sia confermato che partiremo il 24, a meno di chiusure di aeroporti. Speriamo in bene, facciamo un sacco di congetture ma la verità è che finché la situazione degli aeroporti non si sblocca (oggi hanno bloccati di nuovo Milano) non potremo sapere con certezza quando partiremo.

Il ryokan di Narita infine ci ha un po’ delusi, perché stamattina abbiamo fatto la conoscenza con uno dei suoi abitanti… scusate dalla redazione mi dicono che non abbiamo la foto dell’abitante, era uno scarafaggio! La sostituiamo con un immagine esplicativa del posto:

Comunque lo scarrafone era abilmente incastrato dentro la maglietta di Luca nera. Come dire? Ben conoscete la insetto-fobia di Luca e il gestore della locanda non ci ha dato nessuna mano a debellare l’invasione aliena, parandosi dietro alla frase:

“Gli scarafaggi in Giappone ci sono ovunque: anche sullo Shinkansen”.

Ma com’è che li vediamo solo ora? La verità è che inizia a fare il bel tempo, e quindi vengono fuori col caldo. D’estate dicono la situazione sia terribile, speriamo di non avere altri incontri ravvicinati.

Back to Tokyo, nel nostro vecchio ryokan che conosciamo bene. Alla fine è più economico di quello di Narita, paghiamo 9.000¥ al giorno rispetto a 10.000¥ e in più abbiamo il bagno privato, un onsen spettacolare di un piano intero, internet gratis wi-fi e la colazione. Inoltre ci sono oggettivamente più cose da fare a Tokyo e ci stiamo rassegnando all’idea che dovremo passare qui un’altra settimana.

Dovete sapere che il problema ora sono i soldi: la nostra vacanza aveva un budget predefinito e l’idea di farla continuare per un’altra settimana ci costringe a sacrifici che per ora non abbiamo mai dovuto fare, sebbene siamo stati sempre attenti a quanto spendevamo a pranzo. Per intenderci: uno yogurt come dolce dopo cena è ora un lusso. 😛 (suono di violini sdolcinati)

Il nostro blog può quindi diventare: “come sopravvivere in Giappone con poche centinaia di Yen al giorno”. Per ora diamo un paio di indicazioni sulle fasce di prezzo dei cibi.

Potete mangiare abbastanza con 1000¥ circa a pranzo e cena, sebbene a pranzo sia un po’ più facile, senza necessariamente andare in fast food giapponesi quali Sukiya o Yoshinoya, basta stare attenti ai Setto (menù) che i posti espongono in vetrina. Non sarà la carne di Kobe, per intenderci, ma tant’è…

Oggi nel cazzeggio generale siamo entrati in un Neko Cafè, ovvero un “gatto caffè”, un simil-bar dove potete prendervi un gatto e giocarci quanto volete.

Spieghiamo meglio: si entra e ci si toglie le scarpe, mettendosi delle ciabattine carine con un gatto. Si depositano giacche e borse nei contenitori e a ogni ospite viene dato un cartellino con l’orario d’ingresso. I costi sono abbastanza elevati: 250¥ per quindici minuti più eventuale consumazioni (fortunatamente con free refill). Dopodichè ci si accomoda in questa sorta di mini open space piena di giochi per gatti e ci si ritrova circondati da felini. In questo caso da circa una decina di pelosi gattoni di ogni razza da far giocare. Ci sono delle regole da rispettare, tra le quali non prendere in braccio gli animali e per il resto siete abbastanza liberi di fare quello che volete.

Pet therapy per Luca e Valez oggi! Decisamente meritata dopo tre giorni di aeroporto! 🙂

Per ora dalla capitale è tutto! Domani chissà! Restate connessi e lo scoprirete ;P

5 commenti

Archiviato in Uncategorized

Diciottesimo giorno: ancora bloccati nel paese del sol levante

Buongiorno dalla cittadina di Narita, Giappone. Oggi splende il sole, ieri nevicava. (Non vi stiamo prendendo in giro) C’è un bel clima primaverile! Il clima ideale per stare la mattina all’aeroporto a vedere se qualcosa è cambiato nella nostra situazione ultra precaria. Il simpatico vulcano dal nome impronunciabile (Eyjafjallajkull) continua nella sua “fumata” e noi restiamo a terra, come tutte le persone dirette nel vecchio continente.

Siamo seduti nella zona wireless dell’aeroporto e chiacchieriamo con gli altri sventurati, perlopiù francesi e inglesi. Ci facciamo forza a vicenda. Sembra un LAN party! 😛

Comunque la nostra situazione è effettivamente migliorata, abbiamo due posti sicuri sul volo del 24 Aprile e siamo in lista per posti anche tutti i prossimi giorni. Inoltre ci siamo anche fatti mettere in lista per i voli della JAL su Roma, magia ninja! Ovvviamente sperando che il simpatico vulcano decida di placarsi un po’…

A Narita soggiorniamo in un ryokan-museo familiare, un edificio che ha più di centodieci anni con all’interno esposte armature, katane, chincaglierie e quant’altro possedevano gli avi del proprietario che, vista la situazione, ci coccola offrendoci the caldo e ieri sera birra a fiumi con yakitori (Kanpai: ubriacatevi e non pensateci, eeeeh!). Tra l’altro avevamo anche già cenato, per cui è stata dura accettare tutto il suo cibo.

Sapete come offrono da bere i giapponesi? Praticamente ogni volta che tu svuoti il bicchiere loro te lo riempiono. Il trucco è non bere e lasciarlo pieno, ma ci vuole un po’ per capirlo, e nel frattempo potreste trovarvi già un po’ brilli.

Mi dicono che dall’Italia si parli solamente dei viaggi in Europa, ignorando i voli intercontinentali. Pensate a noi, mi raccomando! Siamo finiti anche sulla TV giapponese, ma chissà quando.

Saluti dall’aeroporto di Narita :*

15 commenti

Archiviato in Uncategorized

Diciassettesimo giorno: Bloccati all’aeroporto di Narita

Questo blog rischia di diventare un blog dei poveri viaggiatori in aeroporto a causa della nube islandese! Ahhahahahah 🙂

Comunque stiamo bene, ma come potete immaginare sono bloccati TUTTI i voli verso l’Europa. L’unica via di salvezza nostra per ora, quella di Roma Fiumicino, è andata in fumo perché

  1. Il biglietto costa 2000€
  2. Hanno appena cancellato anche il volo per Roma! Incredibile. Chissà come mai, fra l’altro.

Orario di arrivo atteso: non definito, ma entro il 1 maggio (ovviamente si spera prima…). Ora cercheremo un posto dove dormire, per evitare di passare la notte in aeroporto.

E da recenti sviluppi possiamo dirvi che abbiamo prenotato in un ryokan a Narita che la Lonely Planet definisce molto bello… speriamo in bene! A riaggiornarci! 🙂

L’avventura continua: meglio di Indiana Jones! 😛

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

Quindicesimo giorno: ritorno a Tokyo

Oggi è una di quei giorni in cui non abbiamo molto da scrivere, perché è perlopiù una giornata di viaggio, quindi faremo un riassunto delle puntate precedenti. No, occhei, scherziamo (circa)!

Elencheremo solo curiosità a caso, tipo:

A. Lo sapevate che da Mr. Donut c’è il free refil? (quando finisci la tua tazza di caffè puoi prenderne quanto ne vuoi).

B. Lo sapevate che non esistono Onighiri al tonno?

Abbiamo mangiato 4.000¥ di onighiri per dirvelo. Di sicuro esistono onighiri di ogni tipo e con qualsiasi cosa vogliate, ma dovete anche essere capaci di dirlo. Noi non eravamo capaci. Abbiamo ordinato a caso da un menù. LOL

C. Lo sapevate che se entrate in un negozio di Akihabara non sarete sicuri di uscire dalla stessa uscita? Molti posti sono composti anche da tre edifici attaccati e con diverse scale al loro interno, potete assolutamente perdervi passando da uno all’altro.

D. Lo sapevate che se siete in un albergo giapponese potreste trovarvi in una stanza usata come “uscita di sicurezza”? Noi ne abbiamo una immensa, ma demarcata come via di fuga: di fianco alla nostra finestra abbiamo un cartello che spiega come imbragarsi e buttarsi giù (si, in pratica “bungeeee”) in caso di incendio. Fico. Ah c’è anche la carrucola.

E. Lo sapevate che se guardate la pubblicità giapponese alla TV per più di cinque minuti poi dopo cinque giorni morirete? non è vero, ma avrete incubi. Se guardate le soap opera andrà anche peggio, sono recitate malissimo.

F. Lo sapevate che… okei, basta, la smettiamo.

La notte trascorsa in ostello è stata tranquilla (tranne urla nella notte a caso) e stamattina abbiamo fatto amicizia con una coppia di ragazzi inglesi. Il posto era molto pulito e carino, ma più che un ostello era una casa comune. Ci siamo divertiti e abbiamo anche segnato su un immensa cartina da dove venivamo: eravamo i primi da Milano! 😀

Salutati i nostri nuovi amici ci siamo avviati verso la stazione per prendere il treno verso Tokyo (tratta: Nara –> Kyoto –> Tokyo). Dopo la colazione da Mr. Donut (molto Homer Simpson) andiamo in stazione, sfuggendo così al terribile tempo di oggi (fredddddooooooo e piovoso). A Kyoto abbiamo giusto il tempo per prendere il bento e via: verso Tokyo!

Torniamo al nostro Ryokan di fiducia, che ci riserva una super stanza gigante (con uscita di sicurezza™) e dopo una veloce doccia: via a fare shopping folle ad Akhiabara!

Ma qui purtoppo non possiamo dirvi niente altro perchè siamo rimasti così frastornati dal tutto che non ci ricordiamo più nulla! In più non abbiamo effettivamente fatto nulla, se non compere a destra e manca. Se vi piacciono le action figure, i manga, i video game e tutti gli annessi e connessi questo è il vostro paradiso.

Una nota interessante l’ha avuta la cena, perché ci siamo infilati in un posto con un’insegna carina raffigurante tre onighiri. Piccolo problema la cameriera non sapeva nessuna parola di inglese, ma proprio zero.

Come vi abbiamo già accennato abbiamo indicato a caso il menu degli onighiri, prendendo due birre, infatti siamo un po’ ubriachi. In più avevamo ancora fame, per cui Valez si è fatta portare una Potato Salad (l’unica cosa che Luca è riuscito a leggere in katakana dal menu) e Luca una Zaru Soba, pasta di grano saraceno freddo che ha condito con troppo Wasabi. E’ stato quasi male dall’intensità del condimento!

Che serata interessante… ci scusiamo con i lettori per l’inutilità del post! 😛

6 commenti

Archiviato in Uncategorized

Quattordicesimo giorno: Nara e le sue bestie assassine

Nara è popolata da animali famelici.

Il problema grosso è che sono mascherate da daini teneri e affettuosi.

Sia ben chiaro, queste bestie vogliono una sola cosa da voi: dei biscotti al sapore di NON PERVENUTO venduti a 150¥ l’uno. Da chilometri di distanza possono sentirne l’odore e quando lo sentono è la fine. Sarete circondati da migliaia, ma che dico? Centinaia di migliaia di animali cornuti che tenteranno di mangiare i biscottini tanto agognati e voi. Perché poi voi saprete di biscotto e loro si cibano anche di carne umana per contorno. Ma andiamo con ordine.

Partiamo da Kyoto di buon ora (attorno alle undici :P) dopo la colazione dei campioni da Starbucks con tanto di pan cake, ci imbarchiamo sul treno espresso per Nara. Dopo quarantaquattro minuti siamo in quella che fu la capitale del Giappone, nonché la città che ospita l’edificio ligneo più grande del mondo e molte altre cose tra cui il nostro ostello. Si, avete capito bene, stanotte saremo in ostello ed è la prima cosa che tentiamo di raggiungere per abbandonare li i nostri zainetti. Tentiamo, perché l’unica via è sbarrata da lavori e un omino ci dice gentilmente che non possiamo proseguire.

“…c’è un unica altra via, dovremo passare per le miniere di Moria…” (cit.)

Passiamo per una strada parallela e raggiungiamo la Guesthouse in un battibaleno (i lavori sono proprio li davanti). Il posto è molto carino e accogliente, con la sua vetrata colorata piena di disegni e i ragazzi che la gestiscono sono molto simpatici.

Abbandoniamo gli zaini e partiamo alla conquista di Nara.

La cittadina è piccola, un po’ più grande di Takayama per intenderci, ma con un unica via principale che conduce in pratica a tutto ciò che c’è da vedere. Un parco enorme popolato dai mammiferi di cui sopra e quattro templi circa (perché non ricordiamo il numero esatto).

Il Todaiji è l’edificio di cui vi parlavamo prima: non solo è la struttura di legno più grande della galassia (peccato perché è anche andato a fuoco un paio di volte e l’hanno costruito solamente per due terzi della dimensione originale), ma è anche “arredato” con una delle più grandi statue di Buddha al mondo.

Ai lati ci sono due guardiani incazzosi, mentre davanti svetta un altissimo portale con altrettanti guardiani arrabbiati, tra le migliori rappresentazioni di quest’arte giapponese (l’arte di costruire guardiani di cattivo umore, se non l’aveste capito).

Per raggiungere il Todaiji c’è una bella passeggiata nel parco, dove potrete decidere se affrontare le bestie fameliche o salutare i milioni di studenti delle scuole medie giapponesi in gita a Nara (e voi che vi siete lamentati del museo della Scienza e della Tecnica di Milano, pensate che tutto il Sol Levante viene in gita qui!).

Oggi c’è una giornata splendida, ce la godiamo ancor di più decidendo di approvvigionarci con un bento last-minute in un negozio di sushi-di-Nara, che ci consiglia una gentilissima signora dell’ufficio informazioni. Il sushi-di-Nara è un normale sushi, ma avvolto in una foglia che dovrebbe conferirgli un sapore differente. Peccato che la bella giornata soleggiata è anche decisamente fredda e quindi ci congeliamo sul tavolo da pic-nic del parco: siamo geniali, eh? 😛

Ci scaldiamo con un thè caldo e ci ritroviamo dinnanzi al grande portale ligneo. Paghiamo 500¥ e siamo all’interno del giardino con il Todaiji di fronte a noi – è impressionante: tipo un Tai Mahal giapponese e tutto di legno (si, occhei, non c’entra nulla, ma l’impatto visivo è quello).

Accendiamo l’incenso e lo visitiamo rimanendo incantati dalle dimensioni delle statue interne. Da vedere assolutamente. Se volete emozioni forti, all’interno c’è anche un buco in una delle colonne di legno: si dice che siano le narici di Buddha, e chi ci passa attraverso può raggiungere il nirvana. Inutile dirvi che un giapponese bambino ci passa a malapena, figuratevi Luca!

Proseguiamo la nostra visita addentrandoci nel parco raggiungendo il Nigatsu-do, la cui caratteristica è di avere una bellissima vista su Nara. Immaginate com’è bello il tempio.

Addentrandoci nel parco facciamo un giro lunghissimo raggiungendo il templio chiamato Kasuga, dove troviamo un sacco di lampade e la sacerdotessa Kikyo in persona davanti ad un cedro di mille anni. Chissà dove aveva lasciato Inuyasha! 😀

Stravolti torniamo all’ostello, per scoprire che la stanza del bagno non ci soddisfa appieno, ci dobbiamo denudare davanti ai nostri compagni di sventure, alché a Luca viene un’idea malsana: andiamo al bagno pubblico.

Eh già, molto meglio denudarsi davanti a perfetti sconosciuti che davanti ai gestori dell’ostello!

Il bagno pubblico è un esperienza unica, epica, scioccante, sconvolgente, bruciante e forse neanche così piacevole come l’aspettavamo.

Ma l’abbiamo fatto (YES!).

Inanzitutto siamo stati separati all’ingresso (ovviamente), ma già qui è stata dura, abituati come siamo ad affrontare le avventure assieme. Dopodiché sono successe due storie parallele:

Nella prima, Valez è stata adottata da una vecchietta giapponese che le ha spiegato come fare, ma tutto sommato è riuscita a lavarsi.

Nella seconda, Luca è stato assediato da vecchietti che non lo guardavano, ha scoperto troppo tardi che andava portato il sapone da casa, ha dovuto comprarlo alla modica cifra di 300¥, comunque non è riuscito a farsi lo shampoo perché non lo aveva, ma è riuscito comunque a lavarsi.

Entrambi concordano che il bagno pubblico non era un granché ed era popolato da vecchietti. Che esperienza rinfrescante! 😀

N.B. Non ci sono foto di questo evento e neanche testimonianze. Le cose potrebbero essere andate diversamente, ma sapete che siamo onesti verso i nostri lettori 😀 (continuate ad essere tantissimi!).

Domani si torna a Tokyo, secondo voi come andrà la notte in una camerata giapponese piena di futon (tre)?

2 commenti

Archiviato in Uncategorized