Nono giorno: Via dalle montagne verso Kyoto

Oggi la nostra ultima mattina a Takayama inizia con la mitica colazione del posto: la colazione nippo-occidentale in cui per la gioia di Valez c’è anche dello… YAKULT! Ma è giapponese?!

A Takayama abbiamo visitato tutto quello che c’era da visitare. Vaghiamo alla ricerca di un bento da gustarci sul treno, ma troviamo solo souvenir: non ce la facciamo più, vogliamo andare via!

Alla fine riusciamo nella conquista dell’agognato pranzo e saliamo sull’espresso che ci porterà verso Nagoya per poi prendere lo Shinkansen verso Kyoto.

Ancora una volta le ferrovie giapponesi danno prova della loro efficienza e riusciamo a prendere il treno superveloce per Kyoto perfettamente (N.B. Il treno per Nagoya arrivava alle 14.02, lo Shinkansen alle 14.11, fosse stato un treno italiano io non avrei scommesso sulla perfezione della coincidenza).

Arrivati a Kyoto, rimaniamo subito colpiti dalla struttura: la stazione è spaziale. Scendiamo dal treno e veniamo inghiottiti dalla struttura di vetro e travi creata con un architettura futuristica e moderna, in netta contrapposizione con la Kyoto antica. Ma decidiamo di raggiungere prima il ryokan, abbandonare i pesanti zaini e poi tornare a visitarla nel pomeriggio.

Evviva! I nostri bagagli ci aspettano in camera (avevate dubbi?) e dopo una bella rinfrescata (stiamo diventando fissati con la pulizia come i giapponesi) andiamo all’esplorazione della “stazione spaziale di Kyoto”.

Ri-wow! Non abbiamo parole mentre prendiamo la sesta scala mobile che ci sta portando sulla terrazza panoramica (e non siamo nemmeno a metà strada). Siamo circondati da strutture fatte di vetro in cui si dipingono le nuvole bianche e grigie del cielo variabile che creano strani giochi di luce grazie ai vetri posizionati tutti con inclinazioni diverse.

Il tetto è composto da un giardino e circondato da vetri per poter avere una visione a 360° sulla città. Nella stazione sono presenti: due centri commerciali di più di dieci piani, tutte le linee del treno, la metro, ristoranti, bar e tutto quello che vi viene in mente.

Entriamo e usciamo da vari punti e la visitiamo tutta fino all’ora di cena, dove decidiamo di infilarci in un ristorante di Okonomiyaki, per la gioia di Valez.

Dovete sapere che nel Kansai una delle specialità tipiche è proprio questo piatto, che in giapponese significa: “cucinatevelo voi”, o qualcosa di simile. Più semplicemente è come una frittata fatta con carne oppure carne e pesce, o carne e pesce e tutto quello che vi viene in mente.

Ci fanno sedere su un tavolo con una piastra al centro e ci portano un okonomiyaki di carne e pesce che viene disposto sulla piastra. Poi noi con una spatolina lo tagliamo, giriamo e mangiamo.

E con la nostra birra Sapporo in mano gridiamo “Kanpai” e ci prepariamo a goderci Kyoto!

Approfondimento: cose misteriose dal paese sulla montagna di Takayama

Una delle magie della terra del sol levante è data dalle cose misteriose che si possono trovare casualmente. Principalmente per la nostra ignoranza nella lingua.

Ieri pomeriggio durante il tour della via dei souvenir di Takayama, Luca cede al fascino di un negozio di sake e decide che ne acquisterà una piccola bottiglietta per berlo dopo cena. Sceglie un bicchierino carino chiuso da una bella stoffa e tutto soddisfatto lo porta in camera.

Dopo essere morti per il troppo cibo da kaiseki, lui decide di darsi il colpo di grazia con il mitico (e minuscolo) bicchierino di sake, ma…

…é gelatina!!! AHAHAHAH! Dovete sapere che qui sono fissati con la gelatina, gelatinano tutti i dolci, o almeno un bel po’ e Luca odia la gelatina. Il grande demone celeste ha voluto mandarci un segno e quindi: niente sake… per oggi!

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5 commenti

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5 risposte a “Nono giorno: Via dalle montagne verso Kyoto

  1. Andrea

    sembrano i piatti dello zio Marrabbio! hahahah

  2. Mepo

    in questi giorni al mattino in ufficio leggo il blog alle mie colleghe che si divertono tantissimo ed hanno eletto Luca ad esperto culinario tipo quelli che vanno in giro per le guide Michelin….. Ahahahah!!! Le gelatina è stata sicuramente un segno………….Pepe sente la primavera e vuole giocare e i gatti giapponesi ?
    Mepa

  3. shock

    ale ale verso la meio città Fate tante foto papi

  4. shock

    sono le 5 di sabato e vado a vedere livemi ciao belli
    doing doing sbang

  5. @Andrea: Marrabbio era proprio un cuoco di okonomiyaki! 🙂

    Bellissima la gelatina, in effetti l’etichetta è molto simile alle bottigliette di sake che si trovano pure qui 😀

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